DungeoNext: evolvi il tuo gioco con i Dungeon Modulari

Oggi volevo parlarvi dei Dungeon Modulari, se ne trovano sempre di più online e sui Kickstarter, pero’ oggi parleremo di una marca in particolare, una marca italiana, DungeoNext il progetto avviato ormai da un po’ di anni da Massimiliano Musmeci in arte Ghull’ARTS e quale miglior modo se non con un’intervista?

Scopriamo insieme le chicche che ci ha riservato con questa intervista!

Ciao Massimiliano! Parlaci di DungeoNext: come è iniziato tutto?

DungeoNext è un progetto che compie esattamente 5 anni, ma nasce ancor prima, con la voglia di creare qualcosa per mettere sul tavolo scenari modulari, veloci e molto belli, duraturi e facili da utilizzare. Nel mercato italiano ed europeo non c’era nulla che fosse economico e di qualità, senza contare che le spese per averlo erano alte. Io stesso provai due volte a comprare i prodotti negli USA ma la qualità era scarsa e non controllata. Questo mi portò a dire: “Bene, mi diletto nel modellismo, amo le miniature e tutto quello che è scenico e fantasy, quindi è ora che mi faccia da solo quello che desidero trovare sul mercato e sia facile da reperire, ma soprattutto non sia solo per me ma alla portata di tutti”.

DungeonNext rappresenta la tua prima esperienza con gli strumenti per creare miniature ed ambientazioni?

No, essendo un artigiano (con 30 anni di esperienza quest’anno) mi misi al lavoro. In realtà già avevo un mio progetto di caverne che formavano un labirinto che avevo scolpito in marmo e clonato poi con stampi in silicone e riprodotti in resina. Questo mi diede le basi per “prototipare” i primi pezzi del nuovo progetto, DungeoNext appunto, con una texture semplice e credibile, che fosse realistica. Partendo dal miniaturizzare veri muri e strutture architettoniche, costruii ogni modulo in piccolo, mattone su mattone, creando quei difetti dovuti dall’usura e dal passare del tempo, tipici degli ambienti fantasy (crepe e spaccature, per esempio) fino a riprodurre pezzi pregiati che in resina sembrano vera pietra, sia per il peso che per la texture. In questi 5 anni, ho avuto molte recensioni da parte dei fan e clienti che toccando con mano i miei scenici, credevano fossero fatti di pietra, grazie alla resistenza e a come si mostravano al tatto. Questo risultato è dovuto alla composizione della resina. I suoi componenti minerali, infatti, le danno un senso di porosità tipica e che in fase di colorazione, si sente.

Dalle caverne alle stelle, sul sito vedo che hai molti prodotti…

Si, ad oggi le linee sono diventate molte e crescono sempre di più, non mi sono mai fermato, e l’anno scorso ho avuto l’onore e l’occasione di rilevare il progetto sempre italiano di un collega e amico che non ha potuto proseguire nel suo, i bellissimi Miniworlds, che ora fanno parte delle mie linee, inglobati in DungeoNext. Ho creduto che questi altri modulari non potessero finire nel dimenticatoio, visto il discreto successo avuto in questi anni. Dico discreto solo per il fatto che gli scenici sono una piccola nicchia e per quanto siano apprezzati da una bella fascia di utenti, sono sempre troppo pochi quelli che scelgono di mettere sul tavolo un dungeon modulare.

Cosa ne pensi dei tuoi competitor?

Oggi tra stampanti 3D, e molti altri progetti in cartoncino, legno, carta, magnetici, plastici, si sono moltiplicati e ci sono ottimi prodotti, in giro. Lo dico perché ricordo che mentre iniziavo, mi dissero: il dungeon modulare è morto!!

Ora se ne trovano almeno 5 o 6 nuovi all’anno, anche se moltissimi sono solo file da scaricare e stamparsi da soli, promettendo risparmi enormi, ma in verità dietro c’è moltissimo lavoro di cura nel pezzo e alla fine della fiera, è una scelta che va ponderata bene.

I clienti si dicono soddisfatti di questi prodotti?

Ho partecipato due volte al ModenaPlay dove ho visto interesse vario, molti si fermano a guardare e pochi alla fine si decidono, ma quei pochi sono rimasti particolarmente soddisfatti, testimoniano i loro commenti e le foto che mi mandano, sono super entusiasti, segno che sono riuscito a creare qualcosa di fatto bene come detto all’inizio, il mio obiettivo principale è ottenere un buon prodotto e permettere ad altri appassionati come me con lo stesso bisogno di poterlo avere.


Vi lascio con un video di Massimiliano al lavoro sul suo progetto DungeoNext ed una mini galleria con uno dei suoi più grandi lavori su cui abbiamo messo le mani, creato ad-hoc per un amico che richiese un tabellone 100×80 in resina per Hero Quest.

Se volete un Dungeon Modulare fatto per bene, sapete chi contattare… vi lascio i suoi contatti:
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